L'Akis Club t'invita a conoscere la tua città
Via Campofiorito - Via Ospedale - Via Tropea - Via Finocchiari - Via Candela - Via Marchese di Casalotto - Via Zio Martino - Via Oliva S. Mauro - Via Lecco - Via Pescheria - Via Emanuele Rossi - Via Badia - Via Palestra
Le vie e le piazze di Acicatena oltre ad essere intitolate a personalità ed avvenimenti legati alla cultura e alla storia d’Italia (Vittorio Emanuele, Guglielmo Marconi, Alessandro Manzoni, etc.) , sono state dedicate a personaggi più o meno famosi della nostra città. Questa rubrica si prefigge lo scopo di far conoscere a tutti tali personaggi.
In alternativa alle targhe esistenti, troverete la nostra proposta.
Il nostro viaggio inizia con:


La via - che va dall’incrocio delle vie 4 novembre, Consolazione e S. Elena e Costantino sino all’arco del Palazzo del Principe – è dedicata ai Principi Riggio di Campofiorito.
La Famiglia Riggio prese il possesso della città nel 1672 con Stefano I° e governò sino al 1790, anno della morte di Stefano III°, ultimo discendente in linea diretta.
Il personaggio più famoso è Luigi II° che ricoprì importanti incarichi in Italia e in Spagna; recentemente, Acicatena si è gemellata con la città spagnola di Ceuta, dove, dal 1719 al 1720, Luigi fu governatore e capitano generale. Un altro patto di gemellaggio è stato firmato con la città di Campofiorito, in provincia di Palermo, fondata da Stefano III°, figlio di Luigi.
La
via Ospedale - che va da via Campofiorito (a partire dall’Arco del Palazzo del
Principe) sino a piazza S. Elena e Costantino - prende il nome dall’Ospedale
degli Abbandonati che, sino alla metà del secolo scorso, era ubicato in un’ala
del piano nobile del Palazzo Riggio.
L’Ospedale fu fondato, nel 1762, da Michele Riggio e Branciforti, nato ad Acicatena nel 1687 e morto a Napoli nel 1772.
Michele ricoprì importanti incarichi: Viceré di Napoli nel 1744, Generale delle galere, Consigliere di Stato e uno dei Reggenti (assieme al nipote Stefano Riggio e Gravina) nella minore età del re Ferdinando IV, quando Carlo III divenne re di Spagna.
La
via Tropea - che unisce la via Ospedale con la via Badia - prende il nome da
Arcangelo Tropea, Minore Riformato.
Appartenente ad una delle più antiche Famiglie di Aci Catena, fu definito da mons. Salvatore Bella gigante, uomo di mente rara, e di più rara eloquenza.
Nato ad Aci Catena attorno alla metà del 1600, pubblicò, nel 1695, il suo panegirico - Il gran Segno Apocalistico del Cielo Palermitano - da lui pronunciato in onore di S. Rosalia nella Cattedrale di Palermo.
Nel 1711 fu nominato Provinciale del suo ordine.
Lasciò diversi volumi manoscritti con suoi trattati in latino e in italiano, di cui si è persa la traccia.
Morì, nel Convento di Aci Catena, il 30 novembre 1717.

Da
Piano San Filippo, andando verso Aci Catena, si snoda la via Finocchiari che ha
termine in corrispondenza del quartiere omonimo, all’innesto con le vie Pozzo e
4 Novembre.
La via, una delle più importanti di tutto il comune, prende il nome dalla Famiglia Finocchiaro che ivi risiedeva: fino alla seconda metà del secolo scorso, all’inizio di via Ignazio Urso, in una villetta - che ha lasciato il posto ad un anonimo condominio - abitava l’ultimo discendente: Don Neddu.
La
via Candela, con un percorso ad U,
inizia e finisce in via
Vittorio Emanuele (dal Palazzo di Città al Torrente Lavinaio).
Il canonico a cui fa riferimento l’attuale toponomastica è Salvatore Candela del quale abbiamo solo la seguente notizia: nel 1768, dalla Spagna, Andrea Riggio e Branciforti - tenente generale della Real Armata - nomina Don Salvatore Candela cappellano della Chiesa di Nostra Signora degli Abbandonati (Cappella dell’Ospedale).
A nostro avviso,invece, dovrebbe trattarsi di Salvatore Candela (1809 – 1877) che fu Sindaco di Aci Catena negli anni 1859, 1860, dal 1861 al 1864 e nel 1867..

La
via Marchese di Casalotto s’innesta perpendicolarmente alla via Finocchiari
all’ingresso di Piano San Filippo.
Il Marchese a cui si fa riferimento, dovrebbe essere Domenico Bonaccorsi, Marchese di Casalotto (6/10/1828 – 8/10/1917) che cedette al comune il terreno dove è ubicata la via in oggetto.
Il Bonaccorsi, comandante della Guardia Nazionale di Catania nell’insurrezione contro i Borboni nel 1860, fu protagonista per quasi un secolo della gestione delle acque del nostro territorio.
Il marchesato deriva dall’omonima contrada (oggi ricadente nel territorio del Comune di Aci S.Antonio). Nel nostro comune si possono osservare - adibiti ad ovile! - i ruderi della Torre Casalotto.
La via Zio Martino va da via Reitana a via Nizzeti. Prima della realizzazione di quest'ultima, collegava la via Reitana direttamente alla via S.te Barbagallo costituendo di fatto il principale accesso al paese provenendo dalla contrada Nizzeti.
La dicitura "zio Martino" sembra essere una storpiatura dell'appellativo RE MARTINO riferendosi al regno dei Martini agli inizi del 1400.
Inizia dall'incrocio di via Nizzeti per via S. Nicolò e termina nel territorio di Acicastello tornando ad incrociare la via Nizzeti. Prende il nome dalla presenza di un albero di Ulivo secolare (oggi non più esistente), che la tradizione vuole impiantato da S. Mauro Abate, mentre transitava verso Acicastello, esattamente posizionato all'inizio della discesa dell'omonima via che conduce (oggi) al campo sportivo di Acicastello, trazzera che anticamente collegava il nostro territorio con il maniero di ACI.
Si trova tra la via Nizzeti e la via Oliva S. Mauro. Dalle antiche carte si ricava che la contrada dove ricade detta via, veniva denominata " L'ECCO " (eco), ovvero il riverbero della voce, causato da un'antico palazzo del Sec. XVI denominato "Palazzo dell'Eco", situato all'intersezione della via Oliva S. Mauro e che oggi ha ceduto il posto ad un moderno residence.
La via Pescheria si trova nei pressi della zona conosciuta come "Santa Venera al Pozzo". Il nome della via deriva con molta probabilità dall'antica presenza di una peschiera, consistente in un allevamento di anguille realizzato sfruttando i molti ristagni d'acqua della zona.
La via, che unisce via Badia con via Indirizzo, ricorda uno dei personaggi più importanti della storia della nostra città.
Emanuele Rossi, appartenente ad una delle più prestigiose famiglie catenote, ha caratterizzato con la sua azione la storia siciliana.
Deputato, nel 1812 e nel 1814, al Parlamento Siciliano, fu nel 1818 e nell’anno seguente Giudice e Procuratore Generale della Gran Corte Civile di Catania e, nel 1820, deputato al Parlamento di Napoli e Consigliere di Stato.
Il Rossi lasciò molte opere manoscritte, andate in massima parte distrutte durante l’incendio di Catania del 1849.
La via Badia, che collega il centro storico al vicino quartiere di Aci Platani, inizia dalla piazza Matrice, recentemente rinominata Piazza Maria SS. Della Catena, e va ad intercettare l’alveo del torrente Lavinaio.
Il suo nome deriva dall’esistenza, fino a qualche anno fa, del Conservatorio delle Vergini ubicato nella piazza Matrice (dove si trova la Chiesa della Badia) e confinante, appunto, con la via Badia.
Il Conservatorio delle Vergini, fondato nel 1717 dal vescovo Andrea Riggio, fu riattivato, nel 1755, dal nipote Luigi II, che gli destinò un’ala del suo palazzo.
La via Palestra, situata alle spalle del Municipio, collega la via G. Marconi con la via Candela, attraversando la via F. Strano.
Il suo nome è da attribuire all’esistenza in loco di una palestra, come si può dedurre dall’atto di cessione della Chiesa di S. Francesco (del Convento) e di una parte della Palestra dal Comune di Acicatena alla Curia Vescovile di Acireale.
Tale cessione risale al 21 agosto 1949.